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Dalla 4. festa del dialetto romagnolo : Te ad chi sit e' fiol? a Roversano  


Roberto Mercadini legge "Danzè" da I nomar de' lot dal ca populeri di Dolfo Nardini

Autore : Maurizio Balestra
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31/07/2012 - 14:14
Pingù- in dialetto romagnolo  
Pingù in dialetto romagnolo

Autore : Maurizio Balestra
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15/06/2012 - 14:30
No allo spargimento di diserbanti ed erbicidi chimici lungo i cigli delle strade provinciali -- wwf cesena  

No allo spargimento di diserbanti ed erbicidi chimici lungo i cigli delle strade provinciali

Abbiamo appreso che la Provincia Forlì-Cesena intende usare diserbanti chimici fra i quali il famigerato “Roundup” della Monsanto lungo i cigli stradali delle strade di sua competenza, che ammontano a circa 530 chilometri. Questo diserbo sarebbe effettuato da parte del personale della Provincia in alternativa al tradizionale sfalcio della banchina, al fine di contenerne i costi manutentivi. Dunque si adducono “ragioni di risparmio” perché tagliare l’erba sui cigli stradali sarebbe costato € 400.000, invece l’utilizzo di diserbante € 20.000. Sembra veramente il caso di analizzare ora se di vero risparmio si tratta. Dalle informazioni riguardanti gli studi (in particolare quello dell'Earth Open Source GB) sugli effetti collaterali sull’ambiente e sulla salute pubblica causati dall’impiego di questi prodotti emerge il dato inoppugnabile che evidenzia gravi rischi causati alla salute dell'uomo e degli altri esseri viventi, con riscontri di degenerazioni genetiche causate da principi attivi quali il glifosato. Dunque se di “risparmio” si vuole parlare sarebbe allora opportuno precisare che questo ci sarà solo a favore delle casse delle Provincia, mentre il prezzo subdolo e più salato, ma difficilmente quantificabile, sarà a carico di tutti!

Alquanto opportuna è apparsa allora la presentazione di una mozione da parte dei Consiglieri Provinciali Borghetti, Lelli e Greggi, riguardante la messa al bando dell'uso di diserbanti lungo le strade provinciali, peccato solo che sarà discussa nel prossimo Consiglio e che nel frattempo la Provincia cominci ad intervenire come programmato. Nella loro mozione poi i consiglieri provinciali mettono prevalentemente in risalto i rischi per la salute umana ai quali lungo le strade provinciali sarebbero inconsapevolmente esposti automobilisti, pedoni o ciclisti, mentre nei campi agricoli l'accesso alle coltivazioni può essere temporaneamente precluso in occasione dei trattamenti chimici. A nostro parere l’incremento e l’abuso in preoccupante crescita di diserbanti chimici nelle coltivazioni agricole (…e ora anche nei campi fotovoltaici) non basterà a far diminuire significativamente i rischi generali per l’ambiente e per la biodiversità solo ci si limiterà ad escluderne il loro l’impiego lungo le strade, che comunque in quanto “zone pubbliche” devono essere le prime ad essere sottoposte al divieto di questi trattamenti. Uno studio "The impact of insecticides and erbicides on the biodiversity and productivity of aquatic communities” (consultabile su questo link: http://www.esajournals.org/doi/abs/10.1890/11-01 89.1 ) realizzato da un team di biologi statunitensi, del Dipartimento di Scienze Biologiche dell'Università di Pittsburgh", ha valutato in particolare l’impatto di alcuni pesticidi e due erbicidi, (il glifosato Roundup e il 2,4-D) sulla biodiversità delle comunità acquatiche contenenti alghe e 25 specie di animali. I risultati hanno messo in evidenza che la ricchezza di specie è stata ridotta dal 15% al 30% con i pesticidi, e del 22% con il Roundup (mentre il 2,4-D non ha avuto effetto). Addirittura se i due erbicidi e i pesticidi non hanno avuto effetti sugli insetti predatori o sulle lumache, il Roundup di Monsanto si è invece rivelato letale per gli anfibi, avendo completamente eliminato i girini di due specie e quasi sterminato quelli di una terza specie, con un conseguente calo del 70% della quantità dei girini. Il Roundup, essendo un erbicida sistemico ad ampio spettro, anche in concentrazioni minori ha causato cambiamenti morfologici in due specie di anfibi. Questa ricerca ha dimostrato quindi che i prodotti chimici progettati per tutelare la produzione vegetale, possono avere conseguenze impreviste per le specie animali anche quando non sono l'obiettivo del loro impiego. Le stesse ricerche sul campo dimostrano poi che questi prodotti possono avere una vasta gamma di effetti sorprendenti, imprevisti e molto importanti se si considera che gli anfibi sono una specie di “barometro” della salute degli ecosistemi ed anche un indicatore di potenziale pericolo per le altre specie, compresi gli esseri umani.

Sussistono ovviamente altre ragioni in parte sollevate dagli stessi consiglieri provinciali come i rischi di inquinamento delle acque superficiali e delle falde freatiche, la dubbia efficacia di questo sistema manutentivo che distrugge la vegetazione che protegge le scarpate dei fossi stradali dall’erosione e funge da filtro per le acque inquinate del dilavamento stradale. Tutto questo costituisce inoltre una trasformazione deprimente del paesaggio naturale che in primavera non dovrebbe apparire di un giallo rinsecchito, ma di un verde acceso e punteggiato dalle fioriture di tante specie di piante, talune minacciate, che sfrattate dall’agricoltura intensiva utilizzano proprio le bordure stradali come “ambienti di rifugio e propagazione”. Il diserbo dei cigli stradali e l’abuso che se ne fa sui terreni agricoli é l’ennesima rappresentazione di una realtà, sempre più avulsa dai sistemi naturali, in cui viviamo che, per miope convenienza, continua a creare problemi scegliendo strade che si credono facili, ma che poi si rivelano essere molto pericolose.

Per tali motivi Il WWF chiede al Presidente della Provincia Forlì-Cesena di sospendere con atto immediato tale piano d’intervento e di valutare altre metodologie che potranno pure rivelarsi più costose, ad es. sfalci mirati meccanico-manuali solo dove maggiormente necessario, ma che comportano ricadute positive per l’occupazione e per la salute pubblica.

WWF Cesena
il Presidente, Ivano Togni

Autore : Maurizio Balestra
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16/05/2012 - 10:25
100 bufale a cui credono tutti  
breccia100 bufale a cui credono tutti
Falsi storici, errori e leggende che hanno cambiato il mondo. Tante menzogne nelle quali siamo cascati, almeno una volta nella vita
Autore : Maurizio Balestra
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26/03/2012 - 11:36
Roberto Mercadini legge Baciola  
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Roberto Mercadini legge Baciola
Lunedì, 20 febbraio 2012-- ore 21,00
Cesena - Foyer del teatro “A. Bonci”

N.B.: ingresso libero fino ad esaurimento posti.”

Proiezione del documentario Perché la vita deve essere bella; dedicato al poeta vagamondo Baciola, (by GIU) con presentazione del regista e autore Marco Riva.

DANILO CASADEI DETTO BACIOLA
 

Baciola, era un poeta di strada e come tale spesso non ascoltato, schernito, ignorato. E’ passato, in men che non si dica, dal ciucciarsi il pollice alla sigaretta. Nel suo lungo peregrinare viveva le sue emozionalità, i suoi deserti, i suoi appagamenti e le sue sedizioni acquietate da lunghe ed esaltanti scarpinate nei campi e da letture, le più disparate, condividendole con la gente comune, con il sole d’estate e la pioggia d’autunno, di fronte a un ghiacciolo o a una cioccolata calda. Della strada amava le serenate dei suoi sobbalzi quasi inavvertibili e delle oscillazioni che sorgono da esili emozioni. La strada era il suo soffio vitale, il filamento che lo lega al godimento di un istante che può perdurare in eterno o che ti può scaraventare nell’abisso dell’abbandono. Lo definirei un voyeur dell’anima, uno che si dilettava a cercarti con gli occhi senza voler strappare segreti, senza infrangere la nostra interiorità, ma assaporare con noi quest’attimo che mai più ritornerà, quel chiarore del crepuscolo che ci lambisce e ci lascia per sempre, quel momento unico. Le sue rime esternano il piacere e l’esaltazione dei primi viaggi, le prime emozioni poetiche, la propria intensità creativa, l’ironia spietata per la vita gretta della classe media. Le sue idee si associano a quelle Beat, locuzione che corrisponde a vinto; se lo interpretiamo come abbreviazione di beatus (secondo quanto indicato da Kerouack), a santo e battuto: a quell’abbinamento della sconfitta con la santità che era la loro peculiarità. Siamo tutti legati e incustoditi, questo è il suo insegnamento. Ciascuno solingo, e tutti presi dalle medesimi discussioni e dagli stessi obblighi, da visioni oniriche riflesse e ficcati viscidamente nella nostra mente: tutti simili e tutti insieme nell’isolamento. Un raduno di misantropi che deve preservarsi da tutto ciò che è immaginabile, ma a patto di estendere la superficie della lucidità di mente, di andare al di là del proprio “io”. Essere sulla strada, dunque, è uguale a non stare da nessuna parte; a stare sempre nel contemporaneo smisuratamente espanso che è il solo arco temporale determinato e il solo spazio in cui ci si può sentire tutelati, per cercare costantemente un’ideale (quale esso sia). Noi tutti dovremmo accompagnarci ai poeti sulla strada dell’esistenza, in un cammino di amicizia e tolleranza. Questo segno porterebbe armonia e affetto laddove regna l’autorità e l’astio, in distese dove i fratelli vivono divisi e il giorno non porta sofferenza. Perché essere attaccato alla vita vuole dire non rinunciare a vivere i nostri tempi. L’amore, quando sgorga dalle profondità del cuore, ti influenza. Le parole dei poeti non muoiono mai.

m. b.


IL GRUPPO GIU
 

GIU, gruppo inutili uniti, vuole: ricercare cosa sta succedendo nelle persone, da un angolo remoto e opulento del ricco occidente (Romagna); analizzare le conseguenze, le ricadute personali di un mondo “a testa in giù” (E. Galeano) basato sull’ingiustizia, lo sfruttamento dei paesi poveri. Tra gli intenti del gruppo, intrecciato a quello fondamentale di produrre documentari, c’è quello di fondare una scuola popolare di libera informazione, per formare persone capaci di agire nel mondo della comunicazione sempre più in mano a pochissimi e potentissimi soggetti.

Autore : Maurizio Balestra
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17/02/2012 - 08:04
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