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Considerazioni sui lavori idraulici in corso nelle golene del Savio e sugli argini di altri corsi d’acqua minori.

 

Oltre a varie segnalazioni che ci sono pervenute, abbiamo constatato che sono in corso diversi interventi lungo l’asta fluviale del Savio, dal Ponte Vecchio a Cannuzzo, appaltati dal Servizio Tecnico di Bacino dei Fiumi Romagnoli.

A quanto pare i più importanti sarebbero quelli relativi alla messa in sicurezza idraulica degli argini fluviali in relazione al rischio eccezionale della Piena Monosecolare. In premessa ci conforta “intendere” (…e lo auspichiamo) che si dovrebbe per l’occasione realizzare una fascia di pertinenza golenale più ampia lasciando poi che in quest’ambito si possa consentire una successiva ricrescita della vegetazione boschiva-ripariale e un generale riequilibrio ambientale dell’ecosistema.

Oltre a ciò è da ritenersi senz’altro utile anche la rimozione degli orti, più o meno abusivi, che con baracche e quant’altro avevano illecitamente occupato l’area golenale. Peccato però che ancora una volta si debba registrare “la mano pesante” che fa la differenza fra il dire e il fare. E ancora una volta ci tocca ricorrere a vecchie delibere e direttive regionali che con ben altre modalità prescrivevano come realizzare correttamente questi interventi onde ridurre al massimo i danni ambientali.

Purtroppo temiamo che questo modus operandi sia strettamente connesso al forte calo di sensibilità per una reale tutela della natura che, in controtendenza con l’Anno della Biodiversità, si registra generalmente nel nostro Paese.

In sintesi spiace dover ancora ricordare ai tecnici responsabili di queste opere: · che i tagli di vegetazioni in alveo se realmente necessari dovrebbero essere effettuati nel periodo autunnale e invernale, evitando tassativamente il periodo marzo-giugno in cui è massimo il danno all’avifauna nidificante; · che le devegetazioni spinte sono comunque assolutamente da evitare e che non è ammissibile l’eliminazione completa della vegetazione riparia arbustiva e arborea; · che il prelievo o l’abbattimento di piante di alto fusto in area golenale in prossimità di ponti, dovrebbe limitarsi agli esemplari morti o debolmente radicati, che potrebbero essere facilmente scalzati dalla corrente in caso di piene; · che è sempre necessario adottare metodi di realizzazione da non compromettere in modo irreversibile le funzioni biologiche dell’ecosistema cercando di arrecare il minimo danno possibile alle comunità animali e vegetali presenti.

Ebbene non sembra proprio che a questi criteri si attengano le ditte esecutrici dei lavori, visto che da ogni parte giungono segnalazioni di grandi alberi abbattuti, nidi distrutti, argini ruspati, distruzione di popolazioni di rane verdi in piena attività riproduttiva ed in generale una totale devastazione di vari habitat-rifugio (…nel deserto biologico della pianura) per tante altre specie di fauna minore (come invertebrati o piccoli mammiferi) che persino una legge regionale ha messo in protezione, proprio nel momento più delicato della loro attività biologica!

Verrebbe dunque da chiedersi che cavolo di Studio d’Impatto Ambientale sia stato svolto prima dell’esecuzione dei lavori, se siano state effettuate perizie naturalistiche scrupolose, se siano tenuti in debito conto i dettami della Legge L.R. n° 15/2006 “Disposizioni per la tutela della fauna minore in Emilia-Romagna”, e come mai associazioni come la nostra non siano state preventivamente consultate?

Ci auguriamo una risposta puntuale da parte degli enti responsabili, ma soprattutto una correzione immediata di tali interventi che ne comporti la loro sospensione (almeno fino alla fine di Settembre) nei tratti non ancora interessati dai lavori e una generale revisione dell’impatto ambientale sugli habitat e sulle comunità animali presenti negli stessi ambiti.

WWF Cesena

il Presidente, Ivano Togni

Autore : Maurizio Balestra
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7/07/2010 - 11:56
Fusione fredda???  


RAPPORTO 41: INCHIESTA SULLA FUSIONE FREDDA (1/2)
Autore : Maurizio Balestra
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2/07/2010 - 19:51
Vitamina B6 e metionina riducono il rischio di cancro del polmone  
Vitamina B6 e metionina riducono il rischio di cancro del polmone

dal sito de: le Scienze

Cos'è la Metionina e dove si trova? vedi: Alimenti che contengono metionina

e dove si trova la vitamina B6? Contenuto in Vitamina B6 degli alimenti e vedi anche Vitamina B6 - Piridossina
Autore : Maurizio Balestra
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16/06/2010 - 13:05
Una proteina accomuna sindrome di Down e Alzheimer  
Una proteina accomuna sindrome di Down e Alzheimer

Leggi la notizia sul sito de: Le Scienze
Autore : Maurizio Balestra
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4/06/2010 - 14:16
Ora di religione, verso una nuova discriminazione  

Ora di religione nei crediti formativi, verso nuove discriminazioni

Dal Ministero dell’Istruzione al Consiglio di Stato, ritornano i tentativi di dare credito all’insegnamento della religione cattolica. Resta il baluardo delle sentenze della Corte Costituzionale.

di Maria Mantello


Rieccoci a doverci occupare, nostro malgrado, ancora della questione dell’insegnamento della religione cattolica (Irc), impartita nelle scuole della nostra Repubblica da docenti scelti dalla curia vaticana, ma pagati dallo Stato italiano con uno stipendio per giunta più alto di chi insegna italiano, storia, matematica…

Insomma le materie obbligatorie per tutti, a differenza dell’Irc che è materia facoltativa. La scelta di avvalersi o non avvalersi dell’Irc, infatti, è il presupposto che ne permette la presenza nella Scuola della Repubblica.

Una scelta che garantisce la libertà di religione, compresa la libertà di non professare ed esercitare alcuna fede. Come ha ricordato la Corte Costituzionale, affermando anche che unica alternativa all’Irc è uno stato di non obbligo (cfr. sentenze: 203/1989; 13/1991).

Tuttavia, gli sforzi per indirizzare alla scelta dell’Irc, non sono mai mancati, soprattutto cercando di quantificare il giudizio dell’insegnante di religione cattolica in sede di valutazione e di scrutinio. Ma poiché un fatto di coscienza e di fede non può andare a punti, il giudizio sulla religione continua a restare una «nota a parte», fuori dalla pagella. La particolarità e delicatezza del rispetto della sfera della libertà di religione e dalla religione ha come conseguenza che, chi la insegna, pur partecipando alle operazioni di scrutinio e di delibera, non possa determinare mai la promozione o la bocciatura di uno studente. Pena l’annullamento dello scrutinio stesso.

Questo sistema, che pur tra non poche difficoltà, aveva trovato una certa stabilità, è stato incrinato dalle Ordinanze del Ministero dell’Istruzione, che si sono susseguite dal 1999 ad oggi, e che hanno individuato nel sistema del credito scolastico introdotto con i nuovi esami di maturità, l’opportunità di ridare ossigeno ad una materia, la religione cattolica, in calo alle superiori, e nelle grandi città.

Il credito scolastico viene attribuito dai professori agli alunni del triennio. Al termine di ciascuno degli ultimi 3 anni delle superiori il ragazzo consegue un punteggio, risultante dalla media dei voti nelle materie obbligatorie e del voto in condotta. L’intero consiglio di classe delibera, compreso l’insegnante di religione cattolica per gli studenti che hanno scelto il suo insegnamento. Questo punteggio colloca ogni alunno all’interno di una così detta “banda di oscillazione”, che consente eventualmente ai docenti l’arrotondamento di 1 punto in relazione a impegno, interesse e profitto per aver svolto ulteriori attività offerte dalla scuola o anche da strutture esterne in orario extrascolastico.

Questo “premio” - non è affatto poco, visto che nello sviluppo dei voti d’esame potrebbe fare la differenza per aspirare all’agognato 100 - viene deliberato da tutti i professori, compreso quello di Irc. Il giudizio di quest’ultimo, però, secondo le Ordinanze Ministeriali sulla regolamentazione degli scrutini finali, dovrebbe incidere numericamente su questa parte di credito. Una operazione di accredito, questa della religione cattolica, che il Tar del Lazio, con la sentenza n. 7076 del 17 luglio 2009 aveva bloccato, ma che una decisione del Consiglio di Stato del 7 maggio 2010 ha rimesso in gioco, asserendo che, una volta scelto, l’Irc è obbligatorio, e pertanto giudicabile in termini di profitto da quantificare nel credito.

Scrivono i giudici della sesta sezione del Consiglio di Stato: «l’insegnamento della religione è facoltativo solo nel senso che di esso si ci può non avvalere, ma una volta esercitato il diritto di avvalersi diviene un insegnamento obbligatorio. Nasce cioè l’obbligo scolastico di seguirlo, ed è allora ragionevole che il titolare di quell’insegnamento (a quel punto divenuto obbligatorio) possa partecipare alla valutazione sull’adempimento dell’obbligo scolastico».

Ma questo adempimento, come abbiamo detto, l’insegnante di religione cattolica lo assolve già, stilando la sua “nota a parte”, che non può entrare in pagella. Quindi, l’automatismo tra scelta e privilegio numerico che il giudizio in Irc adesso dovrebbe dare nel credito, consentirebbe una posizione di vantaggio alla religione, incentivando a sceglierla, ma discriminando chi non la frequenta. Ma secondo i giudici questo problema non ci sarebbe, perché si legge nella sentenza del Consiglio di Stato: «lo studente non avvalentisi che sia comunque meritevole in tutte le altre materie può raggiungere il massimo punteggio in sede di credito scolastico».

Come dire: chi non fa religione, arrivi con le sue forze; per chi la fa, un aiutino non guasta.

In fondo, le vie del Signore non sono infinite?

Il Consiglio di Stato si preoccupa anche di sollecitare il Ministro dell’Istruzione a disincentivare l’uscita da scuola di quanti non si avvalgono della religione, imponendo alle scuole l’attivazione di insegnamenti alternativi. Facoltativi (ovviamente), ma visto che la rincorsa al punto è aperta ci sarà pure qualcuno che dirà: o faccio religione, o faccio un’altra cosa, ma almeno anche io avrò il mio punticino. Un punto a tutti. Contenti tutti! Che bella educazione! Ma a guastar la festa, per fortuna, restano le sentenze della Corte Costituzionale sulla libertà di scelta, di non obbligo e di non discriminazione (n°203, 1989; n° 13/1991).

(14 maggio 2010) da Micromega

 

Autore : Maurizio Balestra
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18/05/2010 - 11:56
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