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Fabio Mini - perché siamo così ipocriti sulla guerra?  

In quarantatre anni di servizio militare Fabio Mini è venuto a contatto diretto con tutti gli apparati di sicurezza del mondo. Ha avuto il Mediterraneo come area di responsabilità quando è stato capo di stato maggiore della Nato del sud Europa, ha percorso i luoghi della sicurezza cinese e del suo «mediterraneo», ha comandato un corpo internazionale di pace nei Balcani.



"Quando si parla di 90 aeroplani da qui a 10 anni, si mette in piedi una capacità operativa che non avevamo neanche durante la guerra fredda. Adesso non si sa bene contro quale avversario potenziale debba essere rivolta questa forza e soprattutto non si sa bene perché nella Nato e in Europa debba ancora prevalere quel senso di avere forze armate pesanti, hard e separate se non per soddisfare così appetiti industriali e le velleità delle gerarchie nazionali. Ogni paese ha una forza armata, una marina, un esercito. In Europa abbiamo 27 nazioni, 27 eserciti, 1.880.000 soldati in servizio attivo, abbiamo più navi degli americani, più aerei da combattimento degli americani, molti più di quelli dei russi".



Perché siamo così ipocriti sulla guerra? ----- gen. Fabio Mini

Liberi di agire

Buongiorno a tutti gli amici del blog di Beppe Grillo e a Beppe Grillo, sono il Generale Fabio Mini, sono un Generale di Corpo d’armata in pensione, da molto tempo scrivo di argomenti militari e sono stato il comandante delle forze internazionali in Kosovo, oltre a essere stato Capo di Stato maggiore del Comando della Nato del sud Europa, proprio quando c’erano le guerre nei Balcani. L’argomento che vorrei affrontare è quello del Disegno di Legge delega presentato dal Ministro della Difesa Di Paola in Parlamento. Questo Disegno di Legge vorrebbe che il Ministero ricevesse una delega a effettuare delle riforme alla Struttura militare. La riforma dovrebbe svilupparsi nel giro dei prossimi 12 anni, entro il 2024 ma la cosa è indicativa. Questo progetto non è collegato alla spending review che nel frattempo è andata avanti, ma dovrebbe essere impostato su quei criteri di rigore, equità, sviluppo ribaditi dal Governo. Il Disegno di Legge è già passato in Commissione al Senato a una velocità così insolita che non è successo mai neanche nei periodi di emergenze anche di carattere della sicurezza. Le forze che sostengono il Governo Monti hanno così obbedito senza tante storie al indicazioni dei leader di partito, queste indicazioni sono state chiare, bisognava approvare in fretta e senza discutere.Si è parlato di un iter talmente accelerato che doveva essere completato entro il 3 luglio e questa era stata la speranza del Ministro Di Paola, fare alla svelta "così almeno ho le mani libere per agire". Il Senato ha rispettato i tempi e le direttive e soltanto grazie alle lungaggini di alti bizantinismi che la Commissione della Camera questa discussione è stata rimandata dopo l’estate. Sfortunatamente i leader di partito, anche quelli che non hanno fatto il militare, ma hanno fatto un paio di guerre come quelle nei Balcani e quelle in Libia, non avendo alcuna competenza non hanno letto bene la proposta, magari si sono fidati del Ministro Tecnico e del Governo ancora più tecnico. Sfortuna nella sfortuna, anche se avessimo avuto voglia di leggere la proposta non avrebbero proprio trovato niente da capire, perché la proposta tecnica non indica quale modello di difesa vuole realizzare fra 12 anni. Non fa risparmiare un Euro e soprattutto disattende completamente sia l’indicazione del Presidente della Repubblica, sia le indicazioni del Presidente del Consiglio. Sono uno di quei militari che dalla tragedia della crisi sperava che almeno prendessero forma e sostanza delle forze armate ridotte, qualificate, ammodernate e soprattutto integrate a livello europeo, in modo che il peso degli interventi si distribuisse in maniera equa tra tutti i membri dell’Unione Europea e della Nato. Cosa che fino adesso non è mai successa perché sia le spese, sia gli interventi gravano nella Nato soltanto su 4 Paesi: Germania, Francia, Inghilterra e Italia. Come tanti speravo che almeno la ristrutturazione delle forze armate che è cominciata nel 1975 e non è mai stata portata a termine, fosse possibile alla luce di questo quadro geostrategico, geopolitico profondamente cambiato, soprattutto in base alle esperienze negative di tutte le guerre che abbiamo combattuto sotto falso nome, dal 1990 in poi. In realtà avevo un po’ di dubbi perché l’apparato politico degli ultimi decenni si era già dimostrato incapace di innovare le forze armate e di dare al nostro paese una dignità internazionale, almeno pari allo sforzo richiesto ai nostri soldati. Un governo cosiddetto tecnico, sostenuto dalle stesse forze politiche che ci hanno portato sull’orlo del fallimento, non avrebbe avuto altra possibilità che fare il lavoro sporco, un lavoro talmente sporco che nemmeno i politici avrebbero voluto fare. Il governo fatto di economisti come quello attuale: banchieri, avvocati, industriali, infatti ha concentrato la propria cura su che conoscono meglio, quelli che salvaguardano il loro mondo. Nell’ambito del Ministero della Difesa è stato chiamato l’Ammiraglio Di Paola che è un tecnico non tanto perché è militare di lungo corso e perché ha ricoperto tutti gli incarichi di vertice delle forze armate italiane e quelle della stessa Nato, ma perché è particolarmente legato alla concezione strategica americana, è legato agli interessi degli economisti, banchieri, industriali e della casta militare che è più vicina a questi mondi. Le forze armate, i tecnici ce li avevano già, hanno fior di comandanti che negli ultimi 20 anni hanno battuto i teatri operativi, invece che i corridoi ministeriali, hanno tecnici amministrativi che ogni giorno esercitano la loro responsabilità di gestione sotto il fiume di soldi pubblici che l’Italia assegna alla difesa e alla sicurezza. Ora se questi tecnici non sono stati in grado di riformare la propria struttura è stato proprio a causa delle direttive politiche o della loro mancanza ed è stato grazie a altri tecnici che hanno fatto gli interessi di coloro che invece vedono le forze armate come mucche da mungere. Confesso di essere stato molto curioso di vedere come l’Ammiraglio di Paola, che conosco bene, avrebbe eseguito il mandato di rigore, equità e sviluppato annunciato dal Presidente Monti, è il mandato di maggiore integrazione e cooperazione europea indicato dal Presidente Napolitano nell’ultimo Consiglio supremo di Difesa. Da oltre 20 anni Di Paola è stato responsabile diretto, un valente suggeritore, compartecipe di tutte le scelte di politica militare e di politica industriale della difesa. Ha stilato direttive che hanno consegnato le nostre forze armate a una Nato che non pensa più alla difesa collettiva, ma che è stata trasformata in una specie di Spa appartenente a una holding americana dedicata a avventure di tipo mercenario in qualsiasi parte del globo, lui stesso ha firmato contratti che non esito a dire capestro per l’acquisto e la fornitura di navi e aerei che non ci servono e che smentiscono la nostra stessa Costituzione. Lui stesso ricordo che ha organizzato così una specie di marketing per conto di Finmeccanica costringendo i capi di Stato maggiore a fare i piazzisti all’estero, quando Finmeccanica, da gruppo di aziende di interesse pubblico, si staccava dall’economia reale, dal mondo del lavoro per diventare una finanziaria specializzata in speculazioni internazionali.
Fabio Mini
Autore : Maurizio Balestra
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11/10/2013 - 11:01
Pasolini 19-12-2011- Le nuove rivelazioni di Pino Pelosi  
Pasolini - Le nuove rivelazioni di Pino Pelosi - 19-12-2011





Ombre sul giallo - Pier Paolo Pasolini 1

Ombre sul giallo - Pier Paolo Pasolini 2

Ombre sul giallo - Pier Paolo Pasolini 3

Ombre sul giallo - Pier Paolo Pasolini 4

Ombre sul giallo - Pier Paolo Pasolini 5

Ombre sul giallo - Pier Paolo Pasolini 6

Ombre sul giallo - Pier Paolo Pasolini 7
Autore : Maurizio Balestra
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28/09/2013 - 13:28
Dio è in viaggio d'affari --- Tom Waits/Cookie Monster mashup - God's Away On Business  



Tom Waits/Cookie Monster mashup - God's Away On Business


God's Away on Business

I'd sell your heart to the junkman baby
For a buck, for a buck
If you're looking for someone to pull you
out of that ditch
You're out of luck, you're out of luck

The ship is sinking
The ship is sinking
The ship is sinking
There's leak, there's a leak, in the boiler room
The poor, the lame, the blind
Who are the ones that we kept in charge
Killers, thieves, and lawyers

God's Away, God's away
God's away on Business. Business.
God's Away, God's Away
God's Away on Business. Business.

Digging up the dead with a shovel and a pick
It's a job, it's a job
Bloody moon rising with a plague and a flood
Join the mob, join the mob
It's all over, It's all over, It's all over

There's a leak, there's a leak, in the boiler room
The poor, the lame, the blind
Who are the ones that we kept in charge?
Killers, thieves, and lawyers
God's away, God's away, God's away
On Business. Business.
God's away, God's away, God's away
On Business.

Goddamn there's always such a big temptation
To be good, To be good
There's always free cheddar in a mousetrap, baby
It's a deal, it's a deal
God's away, God's away, God's away
On Business. Business.

I narrow my eyes like a coin slot baby,
Let her ring, let her ring

God's Away, God's Away
God's Away on Business.
Business..........


Dio è in viaggio d'affari

Mi piacerebbe vendere il tuo cuore al robivecchi bambina
Per un dollaro, per un dollaro
Se sei alla ricerca di qualcuno che ti tiri
fuori da quella fossa
Tu sei giù di fortuna, sei giù di fortuna

La nave sta affondando
La nave sta affondando
La nave sta affondando
C'è una perdita, c'è una perdita, nel locale della caldaia
I poveri, gli storpi, i ciechi
Chi sono quelli che abbiamo eletto?
Assassini, ladri e avvocati

Dio c'è ma Dio è lontano
Dio è fuori per lavoro. Affari.
Dio c'è ma Dio è lontano
Dio è in viaggio d'affari. Affari.

Scavando i morti con pala e piccone
E'un lavoro, è un lavoro
Luna di sangue che nasce con una piaga e un diluvio
Unisciti alla folla, unisciti alla folla
E 'tutto finito, è tutto finito, è tutto finito

C'è una perdita, c'è una perdita, nel locale della caldaia
I poveri, gli storpi, i ciechi
Chi sono quelli che abbiamo eletto?
Assassini, ladri e avvocati
Dio c'è ma Dio è lontano, Dio è lontano
Per lavoro. Affari.
Dio c'è, Dio è lontano, Dio è lontano
Per lavoro.

Maledizione c'è sempre la grande tentazione
Di essere buono, per essere buono
C'è sempre formaggio gratis in una trappola per topi, bambina
E' un affare, è un affare
Dio c'è ma Dio è lontano, Dio è lontano
Per lavoro. Affari. I stringo i miei occhi come una fessura per monete bambina,
Lasciala suonare il campanello, lasciala suonare

Dio c'è, Dio è lontano
Dio è in viaggio d'affari.
Affari ..........
Autore : Maurizio Balestra
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2/09/2013 - 12:06
 

Nuovo Comunicato stampa WWF sulla Centrale Idroelettrica dell'Alferello
27 luglio 2013 alle ore 10.25




Apprendiamo che alcuni progetti idroelettrici previsti nelle valli del forlivese, sono finiti subito nel mirino della Procura della Repubblica di Forlì, che nel merito ha già avviato indagini. Benché sia sempre opportuno verificare che simili progetti non comportino danni all’ambiente e alle comunità locali, ci sembra che rispetto a quelli che si stanno realizzando nella Valle del Savio, questi prefigurino un impatto ambientale “piuttosto modesto”, dato che verrebbero realizzati in zone urbanizzate, dove già esistono briglie e accessi viari, e in particolare non si prefiggono derivazioni idriche, ma solo lo sfruttamento dell’energia determinata dal salto dell’acqua. Come si è detto, ricordiamo che nella Valle del Savio sono stati invece approvati tranquillamente alcuni progetti idroelettrici, come ad es. quello di Orfio (Bagno di R.) e di Borgostecchi (Mercato Saraceno), che prevedono derivazioni del Fiume Savio superiori al chilometro, senza che nessuno, salvo il WWF abbia sollevato eccezioni!

Ma in particolare ci preme ancora una volta evidenziare il caso eclatante dell’Alferello, già sfruttato da ben 5 impianti idroelettrici, che a breve, se nessuno interverrà, riceverà “il colpo di grazia” finale a causa dell’impianto di FGF Elettricità, che lo deriverà fino alla fine del suo percorso! Ebbene dopo oltre 18 mesi di indagini, suffragate da denunce mirate e ben documentate, la Procura di Forlì non sembra ancora aver individuato illeciti e neppure adottato alcun provvedimento, circostanza che riteniamo quantomeno inspiegabile. Ricordiamo che contro questo progetto che si è avvalso di autorizzazioni e proroghe alquanto discutibili, sono state raccolte circa 1500 firme e la protesta non può non aver raggiunto anche le orecchie più sorde di quei Politici locali eletti nell’Assemblea Regionale o in Parlamento!

Intanto i lavori appaiono fermi nei pressi del punto in cui si realizzerà l’opera di presa cioè a breve distanza dalla famosa Cascata delle Trote. Non ne comprendiamo bene il motivo ma da informazioni raccolte in loco, pare che l’impresa realizzatrice abbia intenzione di chiedere una variante che comporterebbe la realizzazione di uno sbarramento sul torrente e una sostanziale modifica dell’assetto del suo alveo.Tale ipotesi richiederebbe nuove autorizzazioni o deroghe, che temiamo possano ancora una volta essere concesse prescindendo da ulteriori valutazioni di impatto ambientale. Benché il credito che al Sindaco di Verghereto avevamo concesso dopo le assemblee pubbliche che precedettero l’avvio dei lavori sia ormai del tutto svanito, noi ci auguriamo ancora che egli voglia evitare che questo avvenga, non avremmo altrimenti altra risposta se non l’inoltro di un nuovo esposto.

Autore : Maurizio Balestra
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29/07/2013 - 11:18
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Autore : Maurizio Balestra
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20/07/2013 - 09:57
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(il 20/11/2008 - 10:26)
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