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Amarcord Vudstok  
Vudstok-media Sorrivoli 9 giugno 2013

Un dé ad pèsa amour musica e dialet

Con i migliori gruppi pop/rock dialettali della Romagna

Una giornata indimenticabile!



«Aiuteremo a modificare le leggi che governavano i cosiddetti paesi civili di oggi: leggi che hanno coperto la Terra di polizia segreta, campi di concentramento, oppressione, schiavitù, guerra, morte » (Allen Ginsberg)

Nonostante per noi europei, spettatori del film di Waldeigh e non presenti al festival, Woodstock sembrò l'inizio di una nuova era, in realtà il festival di Michael Lang era un punto di arrivo: Woodstock è il momento più alto di una stagione iniziata pochissimi anni prima, e che porta il movimento giovanile americano a tentare, praticare e portare al successo, una straordinaria tre giorni di fantasia al potere, dando vita a una nazione alternativa dove non c'è polizia né governo, dove ogni regola viene stabilita assieme ai propri vicini, realizzando un embrione di nuovo mondo che non si mette unicamente in scena, ma che pratica totalmente la rivoluzione della propria esistenza. Cinquecentomila ragazzi si ritrovano a Woodstock, senza controllo, senza controlli. Il biglietto d'ingresso lo pagano in pochi, centinaia di migliaia entrano gratis. E gratis vengono sfamati, dalle comuni hippies che si metteranno al lavoro rapidamente per garantire la sussistenza, dalla solidarietà degli uni con gli altri, in una 'Woodstock Nation' dove non circolava denaro, dove non c'era polizia, dove non c'erano istituzioni o gerarchie, dove addirittura i musicisti sono pronti a suonare in orari impossibili, a condividere con il pubblico difficoltà e desideri. Con Woodstock una stagione, eroica, affascinante, unica, viene a chiudersi, perché nel giro di pochissimi mesi, di alcuni anni, alcuni dei suoi principali eroi musicali troveranno la morte, perché la repressione del sistema sarà dura e totale, perché il movimento stesso non sarà in grado di dare sbocco 'politico' coerente ai propri sogni, perché il rock si trasforma in un'industria, perché il movimento giovanile americano viene sconfitto, perché la droga travolgerà corpi e anime, perché il mondo, fuori dal recinto di Woodstock, in realtà rifiuta il sogno di quella generazione.
*Ernesto Assante, critico musicale di "Repubblica" dal 1978. Collabora con numerosi settimanali e mensili italiani e stranieri. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Il Novecento Americano (Einaudi, 2004)









Autore : Maurizio Balestra
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19/03/2013 - 10:59
A dieci anni dalla morte di Walter Galli  

walter galli1 Cinque domande di Gabriele Zani a Walter Galli

È del 1976 la pubblicazione del tuo primo libro La pazìnzia, un esordio non certamente precoce. Vuoi dirmi il perchè di quel ritardo, di quella attesa, se già nel 1951 erano apparse tue poesie sui fogli letterari?

Il libro uscì quando da una abbastanza lunga serie di verifiche e collaudi di lettori importanti mi parve di capire che poteva andare. Del resto erano anni - dal dopoguerra sino a tutto il '60 - in cui la poesia dialettale era una sorta di cenerentola, vivacchiava ai margini dell'attenzione delle riviste letterarie, dei critici e degli editori. Il titolo del libro è in un certo senso emblematico dell'aspetto di quel lavoro: paziente, solitario, di cui però non mi sono pentito; e poi si arriva sempre in tempo... Del resto la sua pubblicazione coincise con la straordinaria fioritura, proprio qui in Romagna, di voci poetiche di grande rilievo che oggi costituiscono la punta avanzata della poesia non solo dialettale.

La tua poesia sembra contraddire l'immagine stereotipa del poeta: un uomo che ambisce parlare di sé a se stesso, rinchiuso nella mitica torre d'avorio.

Spero di sì. Anche di fronte al bisogno di riflessioni o meditazioni, all'urgenza di decifrare i nodi esistenziali, di fare i conti con me stesso come per l'approssimarsi di scadenze improrogabili e temute, la mia scrittura mai si affida alle ciurmerie della bella parola che ipnotizza, frastorna e non lascia segni in chi ascolta. Spero che la mia poesia sia una sorta di diario, il giornale di bordo di questo navigare ignoto e difficile che è la vita, sul quale segnare e rileggere le tempeste e le bonacce, i porti ospitali e i naufragi. Questa configurazione che mi dai della tua poesia motiva e chiarisce le scelte: la Valdoca, il dialetto.

Vuoi precisare più a fondo tali scelte?

Era la Valdoca il grembo e il brulichìo di esistenze minime, dimesse, fuori dalla storia, senza voce, dove le provocazioni, gli insulti, le ferite che la vita non risparmia a nessuno e in nessun luogo, qui erano patiti e bestemmiati con segnali forti; e il dialetto, il veicolo della comunicazione: la loro lingua la mia lingua; lo strumento che mi permetteva di scandagliare meglio, di portare alla luce con più verità, impudicamente ma non impietosamente, le realtà più celate e rimosse di un mondo sommesso e sommerso. Ma soprattutto di ridirlo attraverso una scrittura di minimo scarto con l'oralità antica e quotidiana, quasi una registrazione in diretta, senza filtri o superfetazioni.

Nella tua poesia è riconoscibile una predisposizione all'epigramma: sintesi, battute fulminanti, finali improvvisi e taglienti, e soprattutto l'ironia che stempera la seriosità, l'acredine, la scurrilità, gli intenerimenti del dettato. È frutto del tuo incontro coi classici greci e latini o è qualcosa che ti è naturale?

Le "imitazioni" a cui tu fai riferimento [contenute sia in La pazìnzia che in Una vita acsé] richiederebbero un'indagine critica particolare che io non ho mai tentato di fare, né, penso, ne avrò mai la voglia. Posso solo dirti che il mio incontro con l'Anthologia Palatina e con Marziale avvenne un bel po' di tempo fa - verso il 1960 - quando già il mio lavoro aveva una propria originale fisionomia - quella stessa che ancora lo contraddistingue - per cui ritengo siano da escludersi lezioni o apprendistati esorbitanti da quei maestri. Si trattò semplicemente della scoperta di una affinità, di una sintonia con un mondo sorprendentemente vicino e attuale nonostante la polvere dei secoli, e poi del desiderio e del piacere di giocarci attorno e dentro con la mia barbarica lingua: liberamente, spregiudicatamente fino all'irriverenza, allo stravolgimento.

Ho notato, in occasione di letture pubbliche delle tue poesie, partecipazione e interesse notevoli. Come giudichi un consenso non sorretto dal momento della riflessione?

Ti crea perplessità o ti esalta siffatta unanimità da parte di una platea, in un certo senso provvisoria? È indubbio che nella proposizione orale la poesia si accende e si esaurisce nell'effimero momento emozionale, scartando o limitando inevitabilmente quello della meditazione, che, al contrario, esige la lettura silenziosa e personale quale unica, sicura traccia che consenta una completa e non equivoca captazione dei valori - spesso in filigrana - contenuti nel testo poetico. Sono però convinto - deducendolo dall'autentico interesse e dalle capacità di discernimento dimostrati dal pubblico - che quella remora non pregiudica del tutto la comprensione globale del messaggio. Penso che l'intensità della fruizione in comune porti il singolo ascoltatore a rielaborare, probabilmente per un effetto di rifrazione, i possibili punti di meno agevole intendimento. Per cui non riterrei giustificabile nel poeta una altezzosità che lo portasse a sofisticare troppo sulla idoneità al recepimento del suo uditorio, o ad applicare tare a un consenso che si esplica in una sorta di comunione della e con la poesia, anche se il mistero viene celebrato nell'inusitato laico tempio di una piazzetta di paese.

Cesena, aprile 1990 ("Libere carte", n. 0, maggio 1990)



Scarica "Pazinzia e distein in Walter Galli di Enrico Galavotti" Cercalo in "Scarga quel ch't vu"
Autore : Maurizio Balestra
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19/11/2012 - 10:18
 

umiliacchi-fanzinoteca-2

"Open Doors to Fanzinoteca": al via la terza edizione

"Open Doors to Fanzinoteca": al via la terza edizione „Fanzine di fantascienza, di Mail-art, di musica o di fumetto? Meglio le pagine alternative di giochi di ruolo, oppure sono preferibili quelle più tipiche di letteratura e poesia? Nessun problema, alla Fanzinoteca d'Italia c'è solo l'imbarazzo della scelta, infatti con "Open Doors to Fanzinoteca" il programma dell'evento prevede per il pubblico, in questa terza edizione, le "Porte aperte" della sede per offrire un'opportunità, con un motivo conduttore legato al mondo delle fanzine, l'unico e vero prodotto della "stampa libera". Per il terzo anno consecutivo, "Open Doors to Fanzinoteca" si propone di proseguire energicamente il percorso già avviato, con l'intento di smuovere l'apatia culturale che, purtroppo, in molti casi circonda la nostra società. “ Potrebbe interessarti: http://www.forlitoday.it/eventi/manifest azioni/open-doors-to-fanzinoteca-al-via-la-terza-edi zione.html Leggi le altre notizie su: http://www.forlitoday.it/ o seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/ForliToday/153 595958049491

Autore : Maurizio Balestra
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22/10/2012 - 06:52
Blog di saverio Tommasi  
Vai al Blog di Saverio Tommasi
Autore : Maurizio Balestra
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8/10/2012 - 09:48
Forlì - Nuvole parlanti  

Nuvole parlanti

Nuvole parlanti - Fanzinoteca

“Nuvole Parlanti a Forlì” Prima edizione novembre 2011 Nasce a Forlì una nuova manifestazione, un piccolo festival per presentare grandi opere, talenti e idee del fumetto contemporaneo. Un’occasione nuova per incontrare gli sviluppi più significativi legati alla Nona Arte, con un’attenzione particolare per la produzione indipendente, di ricerca e d’autore, oltre a tutte quelle produzioni che possono prendere corpo tramite le varie influenze artistiche.

La manifestazione è ideata e promossa dalla prima struttura pubblica nazionale dedicata alla promozione, conservazione e studio dell'editoria fanzinara italiana, la “Fanzinoteca d'Italia” di Forlì, realtà promossa da Fanzine Italiane, e si propone di offrire vari eventi come mostre, incontri, tavole rotonde, workshop e spettacoli per tendere uno sguardo aperto al cambiamento della “letteratura disegnata”, rivolto alla sua creatività, alle sue trasformazioni artistiche e produttive. Quindi, non una tradizionale “fiera del fumetto” ma, bensì, la base per una rete di iniziative socio-culturali che accanto alla presentazione di opere, autori e temi si propone di unire momenti di confronto pubblico e di riflessione, occasioni di intrattenimento e interazione dal vivo per il pubblico. Questo specifico operato, si pone come fine la valorizzazione delle risorse creative presenti sul territorio, grazie alla programmazione di iniziative messe in atto tramite la collaborazione partecipativa di tutte le associazioni che riterranno opportuno aderire al progetto.

L'iniziativa dedicata alla Nona Arte nel contesto forlivese parte dall'idea di rendere più unificati e riconoscibili i vari eventi e progetti dedicati alla letteratura disegnata che nascono in seno alla città ma che sono troppo dispersivi e disgiunti tra loro. Dare corpo ad un contesto riconducibile alla realtà territoriale con la quale poter realizzare, anche grazie alla partecipazione collaborativa di altre associazioni, iniziative ed eventi fumettistici più marcati e, per questo, riconoscibili. In questa prima edizione, la manifestazione “Nuvole Parlanti a Forlì”, muove i suoi primi passi, mette in cantiere l'intento di presentare una esposizione monografica consultabile, una vasta mostra work in progress “Sarebbero Fumettisti Famosi”, e una iniziativa alternativa; risorse umane ed economiche permettendo.

La prima esposizione è dedicata al Ventennale di uno dei più interessanti progetti fumettistici promossi a Forlì, con un’ampia presentazione della fanzine che veniva edita nel periodo, ricca di materiali e duplicati riprodotti, proposta attraverso una retrospettiva con una rilettura biografica del percorso. La seconda è dedicata a varie figure, attualmente professionisti e autori che stanno rappresentando la scena fumettistica italiana, che mette in scena i primi passi di una produzione dettata dalla passione, di giovani fanzinari, arricchita dalla presenza di riproduzioni provenienti da testate fanzinare di difficile reperimento. La terza proposta è in fase di pianificazione con altre realtà socio-culturali del territorio. In occasione della manifestazione, inoltre, la Fanzinoteca d'Italia coglie l’occasione per esporre la mostra consultabile “Fanzine: il lato oscuro del fumetto”, oltre a presentare la sede ufficiale, ambiente che consente di gestire meglio i propri servizi, a cominciare dalla fanzinoteca e lo stesso Archivio Nazionale Fanzine Italiane. Azioni di progettazione per la proposta di eventi espositivi e/o di incontro saranno considerate con varie realtà di Circoscrizioni e/o di Quartieri della città.

Fra gli altri eventi in cartellone, si cercherà la possibilità di promuovere e presentare momenti dedicati all'arte figurativa, come incontri con autori, tavole rotonde e dibattiti per mettere a confronto autori e pubblico, mentre altre idee progettuali sono in fase di valutazione e considerazione. Purtroppo, sebbene l'impegno sia notevole e la volontà ancora di più, come di consueto ci si scontra con le difficoltà di gestire eventi con la scarsità di mezzi e contributi economici. Per informazioni contattateci fanzinoteca@fanzineitaliane.it

Autore : Maurizio Balestra
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24/09/2012 - 08:03
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